quarta parte DETERMINAZIONE DEGLI INTERESSI ECONOMICI
pubblicata da Primiano Abbiuso il giorno venerdì 15 luglio 2011 alle ore 1.33
Scorie
L'incenerimento dei rifiuti produce scorie solide pari circa al 10-12% in volume e 15-20% in peso dei rifiuti introdotti, e in più ceneri per il 5%.[35] Gran parte della massa immessa nei forni viene infatti combusta ottenendo dei fumi che verranno opportunamente pretrattati prima di essere emessi dal camino.
- Le ceneri volanti e le polveri intercettate dall'impianto di depurazione dei fumi sono rifiuti speciali altamente tossici (in quanto concentrano molti degli inquinanti più nocivi), che come tali sono soggetti alle apposite disposizioni di legge e sono poi conferiti in discariche speciali.
- Le scorie pesanti, formate dal rifiuto incombusto – acciaio, alluminio, vetro e altri materiali ferrosi, inerti o altro –, sono raccolte sotto le griglie di combustione e possono poi essere divise a seconda delle dimensioni e quindi riciclate se non troppo contaminate.
Le scorie sono generalmente smaltite in discarica e costituiscono una grossa voce di spesa. Tuttavia, possono rivelarsi produttive: un esempio di riciclaggio di una parte delle scorie degli inceneritori è l'impianto BSB di Noceto, nato dalla collaborazione fra CIAl (Consorzio Imballaggi Alluminio) e Bsb Prefabbricati; qui si trattano le scorie provenienti dai termovalorizzatori gestiti dalle società Silea S.p.A. (impianto di Lecco) e Hera (impianti di Rimini,Ferrara, Forlì, Ravenna) con 30.000 tonnellate di scorie l'anno da cui si ricavano 25.000 tonnellate (83%) di materiale destinato alla produzione di calcestruzzo, 1.500 tonnellate (5%) di metalli ferrosi e 300 tonnellate (1%) di metalli non ferrosi di cui il 65% di alluminio. Infine, circa l'11% delle scorie non può essere recuperato.
Le scorie e le ceneri vengono caricate su un nastro trasportatore; i rottami ferrosi più consistenti sono subito raccolti, quelli più piccoli vengono rimossi poi con un nastro magnetico. Appositi macchinari separano dal resto i rimanenti metalli a-magnetici (prevalentemente alluminio); tutto il resto, miscelato con opportune dosi di acqua, inerti, cemento e additivi, e reso così inerte, va a formare calcestruzzo subito adoperato per la produzione di elementi per prefabbricati. Con un trattamento di questo genere, si riduce la necessità della discarica in seguito al trattamento nell'inceneritore in quanto ultimo anello della catena di gestione dei rifiuti, dal momento che le scorie pesanti risultano praticamente costituite solamente da sostanza organica o coke incombusti in ragione di una percentuale variabile dal 3,5% al 10-15%.[36]
A titolo di confronto, si segnala che il solo inceneritore di Brescia produce circa 240.000 tonnellate di scorie.
Tuttavia, alcuni studi hanno dimostrato la tossicità dei calcestruzzi contenenti scorie[senza fonte][37], anche se con tecniche opportune la si può ridurre significativamente: sono ancora in corso degli studi.[38] Non è noto il bilancioenergetico totale (e le relative emissioni) di queste procedure ed in che quota questo eroda il recupero energetico della filiera di trattamento dei rifiuti mediante incenerimento.
Un'altra tecnologia che si sta sperimentando è la vetrificazione delle ceneri con l'uso della torcia al plasma. Con questo sistema si rendono inerti le ceneri, risolvendo il problema dello smaltimento delle stesse come rifiuti speciali, inoltre si studia la possibilità di un loro riutilizzo come materia prima per il comparto ceramico e cementizio.
tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Pagina_principale
A fronte del dato pari al 15/20 % delle scorie rispetto al totale del rifiuto dstinato allo smaltimento, attraverso l'analisi dei dati desunti dal MUD 2009
PRODOTTO DENTRO E FUORI L'UNITA' LOCALE TONNELLATE 20.607,920;
RICEVUTO TONNELLATE 54.440.601;
CONFERITO TONNELLATE 20.850,630:-
ALL'INDICAZIONE PRODOTTO DENTRO E FUORI L'UNITA' LOCALE VI E' L'INDICAZIONE DEL PRODOTTO DALLO SMALTIMENTO DEI RIFIUTI, DA FENICE EDF SpA/Srl in San Nicola di Malfi (PZ).
LO STESSO PRODOTTO DEBITAMENTE INTEGRATO DELLE PARTI NON SMALTIBILI E NUOVAMENTE RIPORTATO ALLA PARTE INDICATA CONFERITO OVVERO DA DESTINARE AD ULTERIORE TRATTAMENTO SMALTIMENTO PRESSO ALTRO IMPIANTO.
ALLA VOCE RICEVUTO VI E' L'INDICAZIONE DELLA QUANTITA' TOTALE DI RIFIUTO DA SMALTIRE.
LE 54.440,602 TONNELLATE INDICATE SONO FALSE.
LA FALSITA' E' DETTATA DAL DATO STATISTICO MEDIO INDICATO DALLA WIKIPEDIA OVE PER GLI INCENERITORI A FRONTE DEL RIFIUTO RICEVUTO SI OTTIENE UNA PRODUZIONE DI SCORIE, DA CONFERIRE AD ALTRO IMPIANTO, PARI AL 15/2O% DEL RIFIUTO.
IL RICEVUTO E' PARI A 54.440,602 TONNELLATE E CON L'APPLICAZIONE DEL DATO STATISTICO CON UN RESIDUO PARI AL 20 / ABBIAMO UN RESIDUO DI TONNELLATE 10.888,12.
LE TONNELLATE DEL RESIDUO SONO PARI A 20.850,630 QUINDI IL DATO 54.440,602 NON E' VERO.
AMMESSO CHE IL RESIDUO E' DI 20.850,630 ED E' REALE IL RICEVUTO A FRONTE DELLA MEDIA APPLICATA IN PREVISIONE PESSIMA E CIOE' PARI AL 20 / PRESUPPONE IL RICEVUTO IN RIFIUTI PARI A TONNELLATE 104.253,15 (TONNELLATE 104,253,15) AL NETTO DI QUANTO SARA' DETERMINATO CON L'APPLICAZIONE DELLA BONIFICA D'OBBLICO DELL'AREA INTERESSATA E LA CONSTATATA COLLUSIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE CON IL PROVVEDIMENTO 3065 DEL 14.10.2010 OVE A SEGUITO DI SEGNALAZIONE DEL 23.09.2010 DELLA FENICE SPA A CAUSA DELLA FERMATA DELLA SEZIONE DI INTERTIZZAZIONE ALLOCATA PRESSO L'IMPIANTO PER INTERVENTI MANUTENTIVI DI TIPO STRUTTURALE E A CAUSA DELLE DIFFICOLTA' SOPRAGGIUNTE PER LA REPERIBILITA' RICAMBISTICA SUL MERCATO NAZIONALE HA CHIESTO LA PROROGA DELL'AUTORIZZAZIONE PER IL CONFERIMENTO DELLE CENERI VOLANTI PRESSO CENTRI ESTERNI AUTORIZZATI A SVOLGERE IL PROCESSO DI INERTIZZAZIONEGIA' CONCESSO DA QUEST'UFFICIO CON NOTE 575/Amb del 15.10:2009 e 14426 del 14.04.2010.
il dato merita una ulteriore valutazione fatta per mero scrupolo al fine di quantificare in termini di denaro ai valori dell'anno 2000 e cioè € 0,06/KG + Iva come da apposita norma della Regione Basilicata:
Ricevuto dichiarato 54,449,602 kg x 0,06 = 3.266.436,12 + IVA 10/ € 326.643,61 TOTALE € 3.593.079,73
Ricevuto determ. 104.253,15 kg. x 0,06 = 6.255.189 + IVA 10/ € 625.518,9 TOTALE € 6.880.707,9
differenza 49.803,548 € 2.988.752,88 € 298.875,25 TOTALE € 3.286.828,17
IL DATO DEVE ESSERE VALUTATO QUALE RIFERIMENTO INIZIALE TENUTO CONTO CHE LO STESSO CRESCE NOTEVOLMENTE LADDOVE RIFERITO A RIFIUTI TOSSICO NOCIVI.
SE LA STIMA ANNUA DI 3.286.828,17 IN EVASIONE E MOLTIPLICATA PER IL DECENNIO DI ATTIVITA', LA CONSISTENZA DEL DANNO ASSUME ASPETTI CATASTROFICI.
CHI DEVE OPERARE E' OBBLIGATO A QUESTO TIPO DI ANALISI, IN QUANTO DALLA STESSA EMERGE UN DANNO ALLO STATO ED ALLA COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA ENORME SE POI GIUSTAMENTE APLIATO AGLI ALTRI IMPIANTI OPERANTI NELL'INTERO TERRITORIO NAZIONALE.
PRIMIANO ABBIUSO